Il primo L'originale dispenser gel disinfettante a pedale che misura anche la temperatura!

Pensa a quando ti rechi nel tuo negozio di scarpe preferito, o a quando tua moglie va a fare la spesa nel solito supermercato vicino casa, oppure al bar in città dove tuo figlio va a prendere il caffè americano d’asporto prima delle lezioni e a tua sorella che non rinuncia mai a fare yoga in quel centro così “zen”.

Ora come ora, con i tempi che corrono, con il Covid-19,
qual è la prima cosa che tutti voi vi trovate subito davanti?

Si, ok, a parte la porta…

È il dispenser di gel igienizzante per le mani!

Ogni singola volta che entriamo ovunque, per le normative vigenti che accompagnano la nostra attuale situazione, dobbiamo prendere un goccino di questo liquido nostro alleato nella battaglia contro il Coronavirus.

Però cavolo…il negozio di scarpe ha il dispenser di gel con una fotocellula che va ad intermittenza, e poi, quando si decide a funzionare, mezzo gel non finisce nemmeno sulla mano tanto che bisogna agitarla. Che nervoso. (Si starà scaricando?)

Quello del supermercato vicino a casa invece funziona subito, ma caspita, quanto liquido igienizzante che eroga! Ce n’è una pozza per terra! Che spreco.

Al bar non ci stanno dietro poveretti: ogni sera con gli aperitivi e con tutta quella gente il gel finisce e c’è da igienizzare ogni cosa prima di chiudere e riempire il dispenser è una dimenticanza cronica. Così il mattino tuo figlio non si pulisce le mani…eh, se solo fosse più capiente quel dispenser.

Nel centro yoga di tua sorella c’è quello fatto come il sapone, una meraviglia…come no! Tutti lo toccano dappertutto e dappertutto lo mettono e lo spostano. Lo stress prima del relax.

Lo sporco è un problema serio che va affrontato seriamente.
E non mi riferisco solo a quello delle mani! Non si tratta solo di igiene!

Prova a fare caso a quanto gel viene non solo sprecato perché cade a terra, ma a quelle pozzanghere sotto ai dispenser: effetto “pista di pattinaggio sul ghiaccio” assicurato.

Alcuni negozi lasciano la carta a terra, così se non scivoli sul liquido, scivoli sulla carta che ti fa da “pattino”.

Altri locali hanno quella specie di piattino sotto al dispenser, con quella bella montagnetta sopra, quella abbastanza alta da poter essere usata per pulire le mani ai giocatori di due squadre di calcio (quanto mi manca vedere le partite con i miei amici!).

Io non voglio puntare il dito, anzi… sì!

La colpa non è di chi usa il dispenser, né della struttura che lo ha acquistato:
la colpa è del dispenser stesso.

Non sono studiati abbastanza bene, sono basilari per questa emergenza sanitaria, ma non sono al top.

Ecco alcuni dei motivi principali:

Ora che sei nel panico (altrimenti non hai una coscienza) posso dirti: “Niente panico!”, una soluzione c’è.

AV PENGUIN JUMBO

Basta nervoso per la fotocellula perché non ce l’ha!

L’erogazione viene azionata da un pedale.

Basta pozze/piste di pattinaggio/sprechi.

Il liquido in eccesso è raccolto in una apposita tanica, e lo spreco è quasi nullo grazie al beccuccio anti-goccia.

Basta dispenser vuoto.

Contiene 10 litri di gel per un equivalente di 10.000 erogazioni.

Molto più igiene.

E questo grazie all'azionamento a pedale, il che vuol dire anche niente elettricità.

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